Giuseppina Adamo*

 

 

IL XVI VERWALTUNGSGERICHTSTAG

 

Pubblicato sul Sito il 27 maggio 2010

 

Nei giorni 5, 6 e 7 maggio si è svolto a Friburgo il XVI Verwaltungsgerichtstag.

Si tratta dell’appuntamento triennale dei giudici amministrativi tedeschi, aperto a tutti i giuristi, organizzato dal BDVR, la Confederazione dei giudici specializzati in Germania, durante il quale vengono discussi i temi giuridici più attuali che interessano la categoria, nonché naturalmente quelli più strettamente professionali.

Numerosi i partecipanti italiani, invitati all’evento attraverso l’Associazione europea dei giudici amministrativi (AEAJ) e l’Associazione dei giudici amministrativi italiani, francesi e tedeschi (AGATIF): il Pres. Francesco Mariuzzo, il Pres. Corrado Allegretta, i consiglieri Maurizio Nicolosi, Angelo De Zotti e Giuseppina Adamo, quest’ultima anche quale referente dell’Associazione nazionale dei magistrati amministrativi per i rapporti europei, i primi referendari Giovanni Tulumello, Gianmario Palliggiano e Marco Morgantini, l’Avvocato dello Stato Maria Vittoria Lumetti, gli avvocati del libero Foro, Giovanni Spadea, Matteo Salvi, Claudio Sironi e Stefano Soncini.

Il Leitmotiv della manifestazione era immediatamente individuabile nel rapporto fecondo, ma, per certi versi, contraddittorio e, a volte, conflittuale, tra il diritto pubblico tedesco e la normazione comunitaria, vista come stimolo e nuova linfa, ma anche come ingerenza negli affari interni.

La presenza di questo fil rouge nei lavori delle giornate è emersa chiaramente già nella seduta inaugurale. Nel discorso introduttivo il Presidente dell’Associazione tedesca, Dr. Christoph Heydemann, il quale ha innanzi tutto lamentato che sempre minori risorse sono riservate alla giustizia amministrativa, evidenziando i profili di tensione tra i magistrati amministrativi e il potere politico, sia a livello di Länder, sia a livello federale, ha criticato soprattutto il Governo federale, cui imputa di sacrificare ingiustificatamente istituti caratterizzanti l’organizzazione giudiziaria tedesca, in nome di un passivo e acritico adeguamento ad incerti standards europei. In favore di tali riforme si è invece espressa la Dirigente generale del Ministero federale della Giustizia, Marie Luise Graf-Schlicker.

All’intervento del Dirigente generale, Michael Steindorfner,  del Ministero della Giustizia del Land Baden-Württemberg, (cui appartiene Friburgo, con il suo Tribunale amministrativo, e dove ha sede - a Karlsruhe – la Corte costituzionale federale) e del Sindaco della città, Otto Neideck, che hanno ricordato la grande tradizione giuridica della città di Friburgo, simboleggiata dalla sua Università, sono seguiti i saluti del Presidente della AEAJ,  Dr. Heinrich Zens.

La sua presenza sul palco ha rappresentato il più significativo segnale dell’apertura della magistratura amministrativa tedesca alla sfaccettata realtà europea e anche della capacità dei magistrati amministrativi di riuscire a coagulare le proprie forze, pur avendo una diversa formazione e una diversa provenienza, per sviluppare un dibattito e un’iniziativa comuni e proficui, come poi la sessione di lavoro 13, dedicata al tema “Indipendenza e retribuzione”, ha particolarmente testimoniato.

Nella seconda parte della mattinata, ha svolto la sua interessante relazione, dedicata a “Il giurista europeo”, il Prof. Dr. Andreas Voßkuhle, il quale, dopo una brillante carriera accademica presso l’Università di Friburgo, di cui è stato anche rettore, è stato quest’anno nominato presidente della Corte costituzionale. L’oratore ha sottolineato che il proficuo rapportarsi con la dimensione europea da parte della magistratura amministrativa (le cui radici sono indubbiamente legate ad un’idea tradizionale di diritto positivo statuale) non può realizzarsi né attraverso una logica di liberalizzazione, basata solo su regole di mercato, né attraverso un’imposizione di modelli dall’alto, bensì attraverso lo sforzo di un agire quotidiano sempre consapevole delle nuove dimensioni sopranazionali del fenomeno giuridico, che impone, soprattutto ai magistrati, flessibilità, mobilità e l’acquisizione di nuove conoscenze, anche tecniche e linguistiche.

La manifestazione è poi continuata secondo il programma reperibile nel sito www.freiburg2010.de.

Le numerose sessioni di lavoro sono state in particolare dedicate alla formazione dei giuristi, alla libertà d’informazione, alla normazione di derivazione comunitaria di contrasto all’inquinamento atmosferico e acustico, alla tutela multi-level dei beni culturali, ai riflessi dell’azione dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa sul processo amministrativo, al sindacato sulle misure di polizia, al diritto di soggiorno, ai rapporti tra Corte costituzionale tedesca, Corte di giustizia e Corte europea dei diritti dell’uomo.

Da segnalare il tipo di organizzazione degli incontri: mercoledì pomeriggio, giovedì mattina e giovedì pomeriggio, era offerta la scelta tra 3-4 diverse sessioni di lavoro, ognuna delle quali di durata media pari a 3 ore (compreso un break). A loro volta, queste 3 ore erano suddivise in due parti, all’incirca d’identica durata: nella prima parte, l’argomento veniva introdotto da un moderatore e sviluppato da uno o due relatori; nella seconda parte, veniva lasciato spazio ad un approfondito dibattito.  Il BDVR ha già fissato il prossimo appuntamento, rispettando la cadenza triennale, per il mese di giugno 2013 a Münster.

La mattina di venerdì è stata riservata invece ad un dibattito di tipo più politico-generale sul tema “Crisi dell’economia-ritorno dello Stato forte ?”.

Per quanto riguarda la sessione di lavoro “Indipendenza e retribuzione”, a cura della AEAJ, in questa sfociava un lavoro preparatorio già svolto soprattutto nel workshop tenutosi in Francia a Beaulieu-sur-mer (i relativi atti sono reperibili nel sito http://www.aeaj.org).

La relazione iniziale era affidata a Mr. Bernard Mc Closkey dell’Irlanda del Nord, che ha ripercorso le tappe fondamentali del riconoscimento nel Regno unito e nell’Irlanda del legame fra dignità e indipendenza del giudice e la sua retribuzione, facendo riferimento soprattutto alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, come recepita dal Regno unito con il Human Rights Act del 1998 e come interpretata dalla stessa Corte dei diritti dell’uomo, che ha enfatizzato la necessità di assicurare sempre ai giudici garanzie nei confronti di pressioni esterne. Il relatore ha altresì citato l’articolo 35 della Costituzione irlandese (Ireland), che vieta ogni riduzione della retribuzione durante il servizio e che ha consentito ai giudici di quel Paese di uscire indenni nel 2009 dalla riforma pensionistica del pubblico impiego.

Il relativo dibattito è stato incentrato sulle conseguenze della crisi economica sulla retribuzione dei giudici che è stata ridotta o è in via di riduzione, nell’ambito di misure di contenimento della spesa pubblica, in vari Paesi, tra cui la Slovenia e l’Estonia, e che è temuta anche in altri Stati, anche se, ad esempio, i magistrati greci si sono mostrati sicuri della tenuta del loro stipendio perché garantito dalla Costituzione. Sono intervenuti altresì la dott. Giuseppina Adamo (ponendo in luce le difficoltà operative relative al calcolo della retribuzione dei giudici, pur a fronte di una chiara disciplina legislativa) e il dott. Giovanni Tulumello, che ha evidenziato i riflessi del frequente svolgimento da parte dei magistrati amministrativi di altri incarichi.

Scontato che l’organizzazione fosse impeccabile, ha gradevolmente sorpreso la cordialità dell’accoglienza che é stata riservata a Friburgo ai partecipanti italiani, soprattutto da parte dei giudici del locale Tribunale amministrativo.

 

*Consigliere T.A.R.