
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL LAZIO
-Sezione di Latina-
INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO
2007
TAVOLA ROTONDA
Su Temi di legalità e giustizia
nell’Amministrazione
Partecipano gli Avvocati: Giovanni Malinconico, Armando
Argano, Paola Chirulli, Francesco Di Ciollo, Francesco Di Leginio, Loreto
Gentile, Cesare Manchisi, Greta Morelli, Antonella Pisapia, Vincenzo
Pizzutelli, Margherita Quadrini, Alfredo Zaza d’Aulisio.
Relazione introduttiva del Presidente
Franco BIANCHI
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LATINA, 17 marzo 2007
1- Saluti e Introduzione
Autorità, Signori Avvocati, Colleghi e Amici, Signore e Signori: siamo all’Incontro annuale presso il T.A.R. di Latina, per continuare a parlare di Temi di “legalità e giustizia” nella Amministrazione.
Voglio ringraziarVi, di cuore, per
Voglio anche ringraziare, anticipatamente, tutti coloro che, nel corso dell’incontro, esprimeranno idee ed opinioni sui temi affrontati.
Lo scopo ultimo di ogni nostra iniziativa è quello di informare, formare, far crescere la sensibilità e la cultura della legalità e della giustizia.
Un ringraziamento sentito e fervido va ai Colleghi Magistrati, (il Cons. Scudeller, il Cons. Soricelli, il Cons. Rotondo) dei quali ammiro i pregi umani, ma soprattutto il loro eccellente spessore culturale e professionale, l’approccio mite nel giudicare, l’accettazione paziente di carichi di lavoro, inimmaginabili all’esterno. Le circostanze mi costringono ad affidare loro, un carico settimanale oltre misura, per sopperire alle deficienze strutturali di organico di questo Tribunale. Mancano, secondo le mie valutazioni tre Magistrati.
Un ringraziamento particolare, anche a nome dei Colleghi Magistrati, va al Dirigente del T.A.R. (Dott. Peduto) a tutto il personale, che svolge i compiti di istituto con passione e diligenza, riservando attenzione verso tutti i fruitori (molti telefonici) del T.A.R..
Con profonda stima,
rivolgo un sincero ringraziamento agli Avvocati del libero Foro e della P.A. i
quali, con alta professionalità e pieno senso di responsabilità, collaborano
con il T.A.R.; offrendo preziosi contributi e stimoli per il miglioramento del Servizio Giustizia. Questa
cerimonia è organizzata con la diretta partecipazione dell’Ordine degli
Avvocati di Latina, che ringrazio sentitamente. Da 4 anni, il T.A.R. di Latina, congiuntamente all’Ordine
degli Avvocati di Latina, Frosinone e Cassino ed alle Associazioni degli
Avvocati Amministrativisti di Latina e Cassino, svolgono qualificati Seminari
formativi, Giornate di Studio su temi di attualità ed un importante Convegno
Nazionale, a cadenza biennale. La terza Sessione avrà luogo il 19 e 20 ottobre
prossimo, nel Sud Pontino, a Formia su “
Nelle varie Sedi
regionali dei T.A.R., in questo periodo,
si svolge il tradizionale incontro (annuale) di inaugurazione dell’anno
giudiziario, alla presenza dei Rappresentanti delle altre Istituzioni locali, Generalmente,
si svolge una Cerimonia solenne, informativa sulla Giustizia Amministrativa
nazionale e territoriale. Personalmente, ritengo che
Ho ritenuto, quest’anno, di non affrontare, in via quasi esclusiva, con la mia Relazione, i complessi temi di legalità e giustizia nell’Amministrazione; mi è sembrato utile programmare una ampia discussione sui temi stessi, chiamando a partecipare i coprotagonisti del processo, gli Avvocati, che come Noi Magistrati, vivono gli stessi problemi della Giustizia Amministrativa.
I destinatari naturali
di questo Incontro siete però Voi, che rappresentate
La mia breve Relazione introduttiva vuole essere, quindi, di solo spunto per la successiva discussione. Coordinerò gli interventi, congiuntamente ai Colleghi, al solo fine di esternare, di volta in volta, l’orientamento del Collegio, se già emerso, o quello nostro personale.
Voglio ringraziare Antonio Franzini e la Società Florindha che collabora con noi da qualche anno, per organizzare i nostri eventi.
Un particolare ringraziamento al sig. Giuseppe Luparo che organizza il buffet con professionalità, signorilità e soprattutto amorevole preoccupazione che tutto riesca bene, come se si trattasse del cenone familiare della vigilia di Natale.
Ancora un ringraziamento alla stampa ed ai bravi e giovani giornalisti oggi presenti. Mutuo dalla recente conferenza stampa di sua Eccellenza il Vescovo una felice espressione. La Vostra professione è una Missione. Svolgetela come tale! Personalmente osservo che i miei incontri del Sabato con la stampa sono vere e proprie lezioni di diritto amministrativo sostanziale e processuale. Se diffondete bene i concetti che vi espongo –come normalmente fate- contribuirete anche Voi ad accrescere in terra pontina e ciociara la cultura della legalità e della giustizia.
2- Il Sistema di Giustizia
Amministrativa nell’attuale realtà ordinamentale e sociale. Ricognizione dei
punti deboli e dei punti forti.
Ogni discorso sulla Giustizia e sui Sistemi di Giustizia deve essere riferito alla realtà sociale ed economica del Paese. E questo è ovvio!
Le attività umane (purtroppo, non quelle spirituali) sono globalizzate; la loro connotazione preminente è sempre e comunque economica; le leggi del mercato e della concorrenza sono violenti. Tutto porta ad una competizione, senza limiti, fra Cittadini, Stati e le loro Istituzioni interne! E’ lotta continua ed planetaria all’insegna di obiettivi economici, elevati, dal nostro tempo, a Valori. Siamo tutti diventati Chirurghi Espiantisti di ideologie e di valori etici ed Impiantisti di categorie mercantili ed economiche.
Le categorie, oggi dominanti, dell’azione Amministrativa hanno raggiunto una dimensione planetaria. Tutti Noi, di destra o di sinistra, conservatori o progressisti, agiamo dentro questa logica. Esiste un modo unico di pensare: esso invade i campi più diversi, dai servizi pubblici, alla vita domestica, dalla scuola alla sanità, dalle iniziative culturali alle pratiche religiose. Il mondo è una immensa, unica Impresa, che immette sul mercato tante, tante, futilità. Soffriamo di ipertensione arteriosa, contro la quale ci curiamo bene con validi farmaci betabloccanti, non riusciamo a trovare invece sul mercato mondiale delle futilità, pillole idonee contro l’ipertensione sociale che si respira nell’aria! Torniamo alle nostre cose! Esse ci impongono di continuare a parlare di buon andamento ed imparzialità dell’Amministrazione, sancito dall’art. 97 Cost.. Anche il principio di legalità, secondo cui l’attività amministrativa persegue i fini indicati dalla legge, vive in questa realtà. E’ duro, di questi tempi, parlare di questi Argomenti! Ma proprio perché è duro, è ancora più stimolante farlo!
La positivizzazione nell’Ordinamento dei principi economici ha fatto cambiare volto alla P.A., che ha assunto una configurazione nuova, del tutto nuova. Soggetti privati (individuali e societari) i cosiddetti Organismi di diritto pubblico di derivazione comunitaria, (che di pubblico non hanno nulla) svolgono i più disparati servizi pubblici, in luogo delle Amministrazioni.
Questo è un motivo, per esempio, per cui non si fanno più concorsi per le assunzioni presso le P.A.. I soggetti privati assumono chi vogliono!
Questi soggetti privati svolgono servizi pubblici di rilevantissimo interesse, (quei servizi di cui tutti noi fruiamo). Diciamo subito, a chiare note, che questi soggetti sono tenuti a rispettare gli stessi criteri dettati per le (attività direttamente svolte dalle P.A.); l’economicità, l’’efficacia, la pubblicità, la trasparenza, ecc.!
Funzionerà davvero questo sistema misto di gestione delle attività Amministrative? Se ne parlerà oggi!
Giudici di questo (nuovo)
sistema misto di gestione delle attività
della P.A. sono i Giudici Amministrativi, in quanto Giudici della
Funzione Pubblica. I parametri di tutela
dell’interesse pubblico si modificano, ma, ricordiamoci, che l’interesse
pubblico -e questo è davvero un dato certo- resta davvero l’oggetto
essenziale ed insopprimibile di un sistema di Giustizia Amministrativa,
separata da una Ordinaria.
Nelle Relazioni degli anni passati ci siamo soffermati a lungo sulle ragioni ordinamentali e storiche per le quali la nostra Costituzione, ha voluto un Giudice Amministrativo distinto da un Giudice ordinario.
Sono due, e di pari importanza, i Giudici della P.A.. I due Giudici, sovente, non si intendono tra loro. Un esempio: per una attività edilizia si può essere condannati penalmente e non subire nessuna sanzione amministrativa, ovvero, al contrario, si può essere assolti in sede penale ed essere sanzionati dal Giudice amministrativo con la demolizione della casa. E questi non sono casi limiti: sono casi di tutti i giorni! Un sistema giudiziario dualistico, come il nostro, composto di due giudici distinti della P.A. ma di pari importanza, porta a questo? (Punto di domanda)!
Il Legislatore è lento,
nelle sue riforme ordinamentali,, esattamente come è lenta
Oggi ci interessiamo di Temi vari di Legalità e Giustizia, nell’Amministrazione. I garanti (esterni) della legalità e della giustizia nell’Amministrazione sono principalmente i G.A..
L’idea di una unica
giurisdizione, per tutte le controversie contro
Alla riforma del 2000, seguì un ciclone di plausi ed entusiasmi, perché,
si vide, in essa, una occasione di incremento di legalità e di giustizia per i
cittadini! Il ciclone si è spento. Lo ha spento
Al ciclone di entusiasmi, sono seguite le lacrime dei
fautori dell’ampliamento della giurisdizione della G.A. La chiarezza nei
rapporti umani, così come la chiarezza nelle regole degli ordinamenti sono
davvero un valore fondante, sicché, dal mio punto di vista, bene ha fatto
Per parlare dei temi di legalità e di giustizia che ci siamo dati, è necessario rimanere ancorati alla Costituzione. Ricorderei, quindi, i punti fermi, che, personalmente, considero anche punti forti, posti dalla Costituzione.
Per primo, metto il riconoscimento della diversità e della dignità del G.A., quale Giudice ordinario della Amministrazione Pubblica (intesa nel senso più lato possibile, come dianzi ricordato) quando Essa agisce nell’esercizio di una potestà pubblica. Il G.A. rispetti questo suo ruolo.
Per secondo, va messo l’affidamento al G.A. –badate bene, togliendolo al G.O- del risarcimento dei danni da attività illegittima della P.A.. Il G.A. impari, in fretta, a svolgere questo compito!
Le recenti riforme costituzionali (Titolo V Cost.), nel loro complesso hanno esaltato il principio dell’autonomia, definendo un tipo di Stato, cosiddetto “federale” (tutto da attuare) fondato sul decentramento e sul pluralismo dei pubblici poteri che oggi appartengono ai vari livelli di governo (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, Stato). Si dice, a volte, che manca il senso dello Stato. Ma, non sarà che è lo Stato a non avere più un senso? Non esagero! Riflettiamo sul nuovo articolo 114 della Costituzione. Le diverse autonomie (legislative, statutarie, regolamentari, finanziarie, configurano le diverse funzioni di governo. Con queste forme spinte di decentramento e di autonomia volute -si dice- per meglio tutelare le esigenze delle collettività locali, tutti i controlli di legittimità e di merito, preventivi e successivi, sull’attività amministrativa sono cessati!
Resta un unico rimedio, per il cittadino che si ritiene leso: il ricorso al T.A.R. (rimedio costoso e tutto considerato traumatico!)
Da qui nasce la
centralità del Giudice Amministrativo ed il suo
ruolo di Garante di legalità e di giustizia nell’Amministrazione.
L’essenza del sindacato
affidato al G.A. (e che esso esercita forte del potere istruttorio che
Quando il sindacato del
G.A. è forte e penetrante, le critiche delle Amministrazioni si levano a
ciclone. La mia personale esperienza mi fa constatare questo. Parliamone! Aggiungo che è
Tutti gli atti Amministrativi, nessuno escluso
sono impugnabili davanti al G.A.. Tutti gli atti amministrativi devono
perseguire, sempre, il buon andamento dell’Amministrazione, l’imparzialità e
devono assicurare giustizia e legalità. Sono norme della Costituzione. Quando
le Amministrazioni si discostano da questi parametri costituzionali, incorrono nell’eccesso di
potere. L’eccesso di potere (che non è l’abuso di potere, di cui si
interessa il Procuratore Mancini). E’ l’applicazione ipocrita della legge.
(come ci ricorda il Professore, o meglio il Grande Maestro, Peppino Abbamonte)
Le nostre Sentenze danno
la misura della tutela dei cittadini nei confronti del potere o dello strapotere
della P.A. (e rivelano il grado di legalità e di giustizia dell’Amministrazione).
Il G.A. è al centro di questa verifica, come vuole
Il corretto esercizio del potere da parte dei pubblici Amministratori è, però, la prima garanzia di legalità della funzione amministrativa e di tutela degli interessi dei (singoli) cittadini. Le trasformazioni copernicane dell’Ordinamento e della P.A. –di cui si è fatto cenno- rafforzano –semmai ve ne fosse bisogno- il principio costituzionale che obbliga tutti i Soggetti che operano nell’Amministrazione, a far sì che ogni attività –nessuna esclusa- sia sempre finalizzata al perseguimento dell’interesse pubblico.
E’ questo (o meglio dovrebbe essere questo) il connotato vero della P.A. e dei soggetti privati che, per conto di essa, operano!
In questa Aula, tutti i giorni ripetiamo che la stella polare dell’attività amministrativa è l’interesse pubblico. La luce che proviene da questa stella è troppo spesso offuscata. Siamo in tanti a reclamare l’esigenza che questa stella sia sempre più alta e brillante e che diventi guida amata di ogni operatore. Se il nostro cuore fosse folgorato da questo Amore, anche i nostri errori sarebbero meno gravi! Mi rendo conto che sto usando uno strano lessico giuridico; ma, oggi mi viene così!
La cognizione “penetrante” del G.A. sulla controversia, attraverso una investigazione diretta sull’attività svolta, a mezzo di consulenze, verificazioni, audizioni, ispezioni dei luoghi, e quant’altro non dovrebbe subire né le critiche né le resistenze delle Amministrazioni interessate, le quali troppo frequentemente tacciono di invasività l’operato del G.A.. E’ ingeneroso un giudizio di questo genere, perché il G.A., per formazione, tradizione, storia e per legge, è istintivamente incline a non coinvolgersi nell’Amministrazione attiva, per il timore di invaderne la riserva di legge. Signori Amministratori e Signori Funzionari, non abbiate questo timore! Abbiate, invece, un timore opposto: temete, cioè, ogni volta che gli Avvocati o i Magistrati (costretti dal tempo o dall’esigenza di chiudere il caso) decidono senza acquisire quegli ulteriori chiarimenti che sarebbero stati necessari!
Concludo, con qualche altra personale notazione.
Con le ultime leggi
processuali e sostanziali (ricordo
Questa norma di sanatoria (possiamo intenderla così) è stata chiesta dai Giudici ed il Parlamento non ha esitato a concederla!
Il fatto è del resto a tutti noto! Il Cons. Spagnoletti, presente oggi in rappresentanza del nostro C.S.M., è stato anche artefice e testimone di questo evento!
Sono subito esplosi gli entusiasmi per una siffatta riforma radicale; parlo
dell’entusiasmo di Noi giudici, che abbiamo visto uscire dalle nostre Aule
di giustizia un formalismo esasperante, ed abbiamo visto entrare nelle
stesse Aule valori sostanziali, che si sono posti al centro delle nostre
indagini giudiziarie. Abbiamo intravisto la possibilità sconfinata di
esercitare, nel processo, un sindacato intenso sull’azione amministrativa della
P.A., contenti e fiduciosi di essere
divenuti così più garanti della legalità e della giustizia nell’Amministrazione.
Abbiamo pensato di poter configurare diversamente il procedimento
amministrativo, facendolo diventare strumento di legalità-giustizia e
non di pura legalità-legittimità. L’innovazione, per essere produttiva
di questi effetti reali, comporta di compiere, nel processo, attività
proprie del procedimento. Le Amministrazioni, i Funzionari pubblici, gli
Avvocati delle P.A., gli Avvocati del libero foro hanno, subito, anch’essi, il
contagio di questo entusiasmo e tutti insieme abbiamo pensato (continuano a
pensare) che il nostro lavoro è diventato più organico e più sostanziale. Siamo
consapevoli che l’inosservanza di norme di procedura e di forma non
determina necessariamente l’annullamento dell’atto. Dobbiamo inverare questo
principio!
Questo tema pone un interrogativo di fondo: Noi, Giudici ed Avvocati,
siamo pronti a fare tutto questo? Esplicito meglio l’interrogativo: la nuova
struttura del giudizio amministrativo impone di verificare l’uso razionale del
potere discrezionale della P.A. secondo criteri di logicità, congruità,
ragionevolezza. Il nostro è un vero e proprio controllo di adeguatezza
sostanziale dell’agire pubblico, con il solo divieto di procedere a valutazione
di merito. Le Amministrazioni vogliono che ciò avvenga? E poi,
Ne parleremo tra breve, nella nostra Tavola Rotonda.
La missione globale che la Costituzione affida alla Giustizia Amministrativa ed individualmente a tutti i suoi operatori, è di assicurare legalità e Giustizia.
3-
Per uniformità con le precedenti, la parte finale della Relazione illustra la dimensione quantitativa della G.A., in campo nazionale, in terra Pontina e Ciociara:
I dati statistici che
prendiamo a riferimento sono del
Conviene ricordare che
il processo rappresenta il momento patologico dell’attività amministrativa: esso
rivela, di norma, i mali che affliggono
A 6 anni di rodaggio dall’applicazione della legge n. 205, il contenzioso sembra essersi stabilizzato, in campo nazionale, sui 62.000 ricorsi annui. La contrazione, rispetto ai 100.000 ricorsi degli anni precedenti, è dovuta al trasferimento della giurisdizione sul Pubblico Impiego contrattualizzato al Giudice del lavoro ed alla Sent. n. 204/2004 della Corte Costituzionale, che ha ristretto l’ambito della giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo. Occorre subito osservare che la riduzione quantitativa del contenzioso non ha comportato alleggerimenti operativi per il Sistema di Giustizia Amministrativa. I nuovi Ricorsi presso il T.A.R. diventano ogni giorno più complessi, in quanto l’elevato costo di presentazione dei ricorsi fa sì che l’azione giudiziaria sia intentata dalle parti per contenziosi di rilevantissimo interesse economico. Il crescente contenzioso sugli appalti ne è evidente prova.
Nel 2005, un cittadino su 700, ha proposto, a torto o a ragione, un ricorso giurisdizionale davanti al T.A.R. contro una P.A.. La necessità di ricorrere è determinata essenzialmente dal progressivo peggioramento tecnico della legislazione e dalla dispersione di competenze tra tanti Enti ed Organi.
Al T.A.R. di Latina i dati dell’ultimo periodo sono oscillanti. Dal 1996 al 2006 questa è la sequenza: 1674 – 1311 – 1228 – 1264 – 1950 – 1499 – 1458 – 1347 – 1325 – 1197 – 1246. Mancano annualmente circa 300 ricorsi, che pur di competenza di Latina, sono proposti al T.A.R. di Roma.
Questi ricorsi, in assenza di eccezione di incompetenza, restano incardinati a Roma. Il nostro Ordinamento, non vi meravigliate, lo abbiamo detto altre volte, consente anche di poter scegliere il Giudice. Solo le Parti possono muovere eccezione e riportare la causa dinnanzi al Giudice naturale. Ma se non lo fanno le Parti, il Giudice scelto non può sollevare, d’ufficio, l’incompetenza territoriale. Qualche sospetto di incostituzionalità della norma, è forse ravvisabile!
Vorremmo auspicare una
più marcata contrazione del contenzioso, perché se questo accadrà significherà
che le leggi e la loro applicazione, da parte dei multiformi soggetti che ora
compongono
La produttività del Giudice Amministrativo di I° grado, aumenta, di anno in anno, in misura consistente. Nel 2005 è aumentata nella misura del 4,70%. Il T.A.R. di Latina, supera di gran lunga la media nazionale per produttività. Nel 2006, a Latina, sono state pubblicate, in totale, 1810 Sentenze e 932 Ordinanze cautelari: ognuno dei Magistrati ha quindi scritto 600 Sentenze e 310 Ordinanze. La media nazionale delle Sentenze annue, per Magistrato, è di 405. Nonostante la grave carenza di organico, dovuta al collocamento anticipato a riposo di un magistrato ed al trasferimento di altro magistrato, transitato al Consiglio di Stato, la produttività del T.A.R. di Latina, nel 2006 è risultata più elevata di quella media nazionale.
I rimedi approntati dal Legislatore (riti accelerati e vari rimedi di natura processuale ed organizzativa) sono utili ma non adeguati, dal punto di vista strutturale, rispetto alla domanda di giustizia: 400 Giudici amministrativi in servizio non tutti impegnati nell’attività giudiziaria, non ce la fanno! Nel 2006, a Latina, così come in campo nazionale, pur essendo in servizio solo 3 Magistrati su 5, sono stati decisi più ricorsi rispetto a quelli introitati (ricorsi decisi: 1810 - ricorsi introitati: 1249). L’arretrato rimane il punto debole dell’attuale sistema di Giustizia Amministrativa.
In campo nazionale,
circa 700.000 ricorsi pendono nelle varie Sedi, in attesa di giudizio. A
Latina, ci ritroviamo 10887 ricorsi giacenti. Per molti di questi ricorsi è
certamente cessato l’interesse alla decisione. Trattasi di veri e propri
scheletri vaganti, in attesa di bara, per essere definitivamente sepolti. E’ antica e unanime, in tutta
Italia, la supplica dei Magistrati Amministrativi di dare dignitosa sepoltura
alla triste e pesante eredità del passato. A missione compiuta –i cui costi
sarebbero irrisori- i Magistrati in
servizio potrebbero dedicarsi a tempo pieno ai ricorsi recenti, vivi e di
immediato ed attuale interesse per il cittadino e
Come sapete, tutto il personale alle dipendenze della P.A., contrattualizzato, quanto al contenzioso –eccetto le procedure di assunzione- è passato al giudice ordinario. E’ rimasto al Giudice Amministrativo il contenzioso per talune categorie (alcuni dicono forti) di pubblici dipendenti: Magistrati, Avvocati dello Stato, Militari e Corpi di Polizia, carriera Prefettizia e Diplomatica, Professori Universitari. Tale trasferimento di giurisdizione al Giudice Ordinario ha ridotto anche a Latina, il contenzioso sul Pubblico Impiego. Tale contenzioso in campo nazionale, nel 2005 ha raggiunto il 15,30%. A Latina, abbiamo avuto una ottantina di ricorsi.
La materia dell’edilizia ed urbanistica occupa in campo nazionale il primo posto con una % del 21,50%; il Pubblico impiego con una % del 15,30%; al terzo posto vi è l’attività della P.A. (contratti e gestione dei beni) con una % del 13,50%; al quarto posto si colloca l’Igiene, Sanità, Ecologia, con il 5% ed al quinto posto l’Industria, il Commercio e l’Artigianato, con la % del 4%. A Latina, i ricorsi in edilizia ed urbanistica, nel 2006 hanno confermato la percentuale del 49% che è più che doppia di quella nazionale. Per l’edilizia, stante l’avvenuta presentazione delle domande dell’ultimo condono (il terzo nella nostra storia) il T.A.R. di Latina sta effettuando una vasta attività istruttoria, a tappeto, (rivolta ai ricorrenti ed ai Comuni) per conoscere se, dopo il provvedimento sanzionatorio irrogato (sanzione finanziaria, sospensione lavori, demolizione, acquisizione) sia stata o meno presentata, per lo stesso immobile sanzionato, una domanda di sanatoria edilizia o di condono. Gli esiti di questa attività istruttoria hanno già reso improcedibili centinaia di ricorsi giacenti, ai quali va, comunque, data dignitosa sepoltura, con una Sentenza dichiarativa.
E’, ancora elevato, il numero dei ricorsi per l’esecuzione del giudicato o di sentenze di I° grado (esecutive) non sospese dal Consiglio di Stato; è questo un chiaro sintomo dell’inottemperanza delle Amministrazioni Pubbliche di fronte alle sentenze del Giudice.
L’esecuzione di giudicato sta diventando un terzo grado di giudizio. A Latina, nel 2006, sono stati introitati 123 giudizi di ottemperanza. Quasi il 10% dei Ricorsi complessivi.
Quanto agli esiti, i ricorsi in primo grado sono accolti per il 48%.
In concreto, un po’ di meno di un provvedimento su due, emesso dalla Pubblica Amministrazione (tra quelli portati in giudizio) è illegittimo! Anche a Latina, la % di accoglimento è la stessa.
Il T.A.R., più
accoglista è
Le sentenze di I° grado
appellate sono il 10%. Di queste, il 42% è riformato in appello. Ne consegue
che le sentenze di I° grado diventano definitive nella percentuale del 96%.
E’ ovvio che i casi più importanti arrivano in Consiglio di Stato che esplica mirabilmente -va riconosciuto- un importante ruolo di nomofilachia nell’ambito della Giustizia Amministrativa.
Concludo, ringraziandoVi di cuore, anche per la pazienza e l’attenzione con la quale mi avete ascoltato.
Segue ora
Partecipano gli Avvocati: Giovanni Malinconico, Armando Argano, Paola Chirulli, Francesco Di Ciollo, Francesco Di Leginio, Loreto Gentile, Cesare Manchisi, Greta Morelli, Antonella Pisapia, Vincenzo Pizzutelli, Margherita Quadrini, Alfredo Zaza d’Aulisio.
Signori Avvocati, ora interverrete Voi, su questi temi: fatelo con schiettezza, senza remore verbali, senza compromessi interpretativi. Comunicateci il Vostro pensiero, qualunque esso sia!
I lavori termineranno alle ore 12,45. Mi auguro che si trovi il tempo affinché tutti possiate intervenire.
Alle ore 13,00 il ricco buffet è aperto a tutti!